giovedì 10 maggio 2007

Il bello di vivere qui

Mi ricordo che un giorno, o forse era una sera, a Parigi, io ed un mio caro amico abbiamo iniziato una curiosa discussione su un ipotetico secondo passaporto. Mi ricordo di avergli chiesto “Gian, ma se tu avessi la possibilità di avere un secondo passaporto, che paese sceglieresti?”.
Allora sopra i nostri letti campeggiava una grande cartina geografica, mi misi a fissarla cercando l’ispirazione adatta alla nostra fantomatica scelta. Qualcuno propose la Svizzera, qualcun altro propose la green card statunitense, il sottoscritto vagheggiò addirittura l’idea di scegliere il passaporto del paese con la stella di David..
Ben presto però i dubbi e le incertezze prevalsero e allora ci dicemmo “Ma, che paese è la Svizzera? Sarà mica un paese, una Nazione, cosa significa essere svizzeri? E poi che Cantone scegliamo?!”. Per non parlare di Israele, che senso avrebbe possedere un passaporto del genere? Che ti preclude l’entrata in metà paesi del mondo e nell’altra metà sarai comunque guardato con un certo sospetto. Decisamente da scartare. La green card un tempo certamente ha avuto un certo fascino, ma oggi ? Andate voi a Ryad o a Karachi col passaporto USA. Da qui il pensiero che, forse, la famosa espressione “italiani, brava gente” non andasse sottovalutata o, peggio, derisa. Chi odia gli italiani? Quale paese, oggi, considera l’Italia una minaccia o un paese i cui cittadini sono da considerarsi visitatori sgraditi? Beh, io azzarderei una risposta secca: NESSUNO!
Gli italiani saranno pure associati alla riduttiva immagine “pizza e mandolino”, ma la pizza è buona (tutti ce la invidiano) e le ballate napoletane strappano lacrime oppure strappano sorrisi.
L’Italiano è buono per definizione, è generoso, rumoroso, noncurante, magari superficiale, ma dotato di buon gusto, spesso geniale. Un popolo di santi, poeti e navigatori...
L’Italia fa parte dell’Unione Europea, l’agglomerato politico, sociale ed economico migliore sulla piazza. Non avremmo forse i soldi degli americani ma da noi il 20% della popolazione non vive sotto la soglia della povertà e non abbiamo un milione di persone chiuse in carcere. Non occupiamo le terre di nessuno e non credo che qualcuno verrà nel breve termine a rivendicare parte dei territori in cui siamo stanziati. Nessuna vertenza. Le nostre case sono solide, in muratura, Katrina o non Katrina rimangono in piedi e non abbiamo il vezzo di cambiarle ogni cinque anni. Ogni paesello, da Lisbona a Bucarest, ha la propria chiesa col suo bel campanile, a testimonianza di un legame col territorio che dura da secoli. Il rapporto uomo-ambiente è sedimentato, lo testimonia la geografia dei borghi e l’urbanistica dei borghi stessi. L’Uomo e la Natura vedono le loro esistenze intersecate, modificate vicendevolmente, frutto di una coesistenza millenaria. In Italia non puoi fare più di venti chilometri senza incontrare un insediamento umano, ma nemmeno venti chilometri senza trovare uno scorcio di campagna.
Da noi si mangia bene. E si mangia sano. Una dieta equilibrata è da considerarsi importante anche oggi, nonostante la modernità e tutte le tecniche a disposizione. Negli USA un bambino su tre è obeso, non ciccio, obeso. Che società è una società di obesi? Cosa se ne deduce? Che è una società dove il rapporto tra la necessità e la disponibilità della risorsa primaria per l’uomo (e per qualsiasi essere vivente), ovvero il cibo, è sfasata, risulta non equilibrata. Ed un rapporto squilibrato con un elemento così basilare come il nutrimento non può non farmi pensare che tale equilibrio possa venir meno anche in altre sfere della vita.
Inoltre si beve bene. Appurato che uno o due bicchieri di vino a pasto possono essere positivi per il fisico oltre che per l’animo, grazie agli effetti anti-ossidanti, il vino italiano, non me ne vogliano i cugini d’oltralpe, è decisamente il migliore per qualità e, soprattutto, per varietà. Un aspetto per noi prestigioso che determina inoltre un buon rientro economico.
Da noi si veste bene, siamo i veri padroni del buon gusto, i migliori stilisti sono italiani o, perlomeno, tra il gruppo dei top, gli italiani sono certamente maggioranza. Chi di noi ha viaggiato lo avrà di certo notato, gli “altri” vestono decisamente peggio! L’abito non fa il monaco ma come diceva un saggio, aiuta.
Inoltre, per noi che viviamo nel ridente Nord-Est, và sottolineata la fortuna di vivere in una delle regioni più ricche d’Europa dove il tasso di disoccupazione non va oltre il 3%, i servizi sanitari ed i trasporti funzionano bene, siamo posizionati quasi al centro del continente. Io vado a Venezia in un’ora e a Cortina in una e mezza..
Per non parlare del patrimonio artistico-culturale di cui siamo depositari e del quale mi sembra velleitario cercare di sintetizzare qui, in poche righe, il suo splendore e la sua vastità.
A me sembra che non siano cose da poco. A me sembra che noi a volte non ce ne rendiamo conto e non ci diamo abbastanza da fare per valorizzare, mantenere e magari accrescere le ricchezze che ci circondano. Quella sera, a Parigi, ho capito che sono fortunato, veramente fortunato, a vivere in quest’angolo di mondo che mi può offrire così tanto. Le persone e soprattutto i giovani d’oggi dovrebbero capirlo, devono diventare consapevoli del fatto che sono delle persone privilegiate e che ci si aspetta da loro che siano i custodi di una pregiata civiltà millenaria.
Io non voglio un secondo passaporto. Mi basta quello che ho. E sono orgoglioso che sopra ci sia scritto “ Unione Europea - Repubblica Italiana”.

Roberto

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sia permesso dire che in Italia ho vissuto piacevolmente. Non posso però elogiarla. Concordo sui temi enogastronomici con Roberto, ma credo che siano stati dimenticati troppi problemi che caratterizzano la Penisola. Dall'economia alla società, passando per la sanità e l'arretratezza di certe aree.

Putroppo preferisco vivere nel Nord Europa.

Marco

Anonimo ha detto...

Bravo, meglio francese che meridionale!