E si presentano quelli nuovi..
La Russia diverrà certamente uno dei principali fornitori di energia e materie prime della Cina, tuttavia non credo che i cinesi commetteranno l’errore di dipendere energeticamente dalla Russia. Bisognerà vedere come l’impero di mezzo riuscirà a diversificare le tipologie di fonti energetiche (petrolio, gas, carbone, nucleare) e i paesi fornitori. Recentemente sono stati siglati accordi commerciali per un valore complessivo di 4 miliardi di dollari (energia, immobiliare, navale) e la Russia si è candidata a diventare non solamente un fornitore di energia ma anche di tecnologia. Russia e Cina si trovano spesso in sintonia all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu dove protendono per una generale politica di contenimento delle intemperanze americane. Tuttavia la storia ci ricorda come tra i due paesi vi siano stati anche momenti di forte crisi, soprattutto negli anni ’70 con la guerra di confine lungo il fiume Amur. Allora le diatribe ideologiche tra maoisti e marxisti potevano alimentare l’incomprensione oggi invece è l’esplosione demografica e l’emigrazione cinese a spaventare i russi. Questi ultimi non vedono di buon occhio l’opera di colonizzazione popolare perpetuata dai cinesi in Siberia, un’area dove vivono solo 7 milioni di russi a fronte dei 120 milioni di cinesi insediati a sud del confine. In sintesi la propensione alla collaborazione ed al pragmatismo dovrebbero prevalere ma non credo che porteranno alla nascita di un’alleanza di ferro tra i due giganti. I russi continueranno a considerare i cinesi una risorsa importante, un vicino sempre più potente e sempre più ricco col quale fare buoni affari e magari affrontare assieme le sfide poste dagli USA in campo internazionale. Ma non ci sarà mai vero amore. I russi continueranno a considerare la Cina un soggetto ambiguo, potenzialmente pericoloso, forse anche a causa del rapporto numerico sino-russo, 10 a 1.
Gli Stati Uniti hanno “scoperto” l’India, l’unico paese che possieda le potenzialità per far fronte al gigante cinese nel lungo periodo. E questa peculiarità è stata premiata dagli Usa con i recenti accordi in campo economico e militare. Gli Stati Uniti hanno infatti votato al Congresso una risoluzione che permetterà loro di scambiare tecnologia nucleare con l’India, un paese che si è sempre rifiutata di firmare il trattato di non-proliferazione nucleare. Una mossa, quella degli USA, senza precedenti che si accompagna al permesso concesso sempre all’India di poter commerciare prodotti militari con Israele.
Ovviamente gli Stati Uniti interpretano questo aiuto all’India in chiave anti-cinese, e difatti un rafforzamento dell’India può essere inteso in tal modo, tuttavia ciò non significa che l’India abbia intenzione di farsi ingaggiare da Washington in una politica anti-cinese. Anzi. Cina e India proseguono il lavorio diplomatico volto a normalizzare i rapporti tra i due paesi, soprattutto per quel che riguarda i confini kashmiri. I due giganti cominciano solo oggi ad intessere importanti rapporti politici ed economici e, per quanto guardinghi, sembrano voler guadagnare il più possibile da un rapporto di collaborazione che potrà solo migliorare. Infatti i veri problemi di politica estera per i due grandi sono tuttora rappresentati dal conflitto col Pakistan e dalla questione di Taiwan. Due nodi irrinunciabili per entrambi i paesi, due nodi che impegnano il grosso delle programmazioni strategico-militari.
Certamente non saranno i paesi arabi a far da ago della bilancia in una poco probabile escalation diplomatica, l’Europa mantiene ancora una forte influenza diplomatica ed economica.
L’Ue annovera tra i propri membri due dei paesi presenti nel Consiglio di sicurezza, entrambi potenze nucleari, e molto probabilmente anche la Germania entrerà a farvi parte entro il 2020. Nonché quattro dei membri del G8.
Piuttosto che una mediazione della Lega Araba è maggiormente verosimile un cessate il fuoco imposto dal duo Andorra-San Marino con copertura aerea garantita dal Sultanato del Brunei!
venerdì 8 giugno 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
Ecco questo post mi sembra chiaro nel suo messaggio. E' molto ben fatto complimenti veramente.
Insomma ho capito che questi con "around the world" sono seri, diciamo un'analisi sui fatti internazionali. Non capisco solo cosa sia Al Presidente, tutto lì. Ciao e buon lavoro.
Sono d'accordo con il post anche se vedo il futuro ruolo dell'Europa ancora molto in "definizione". Secondo me le prossime decisioni che verranno prese sulla struttura politica dell'Unione influenzeranno anche il peso nella politica internazionale del ns continente. A questo proposito vi segnalo un articolo di J.Fisher pubblicato oggi su Repubblica. Merita una lettura.
Silvia
Posta un commento