Ciao a tutti da Roma,
è stata un bella idea creare questo blog per poterci tenere in contatto.
Quindi, grazie ai soliti noti! Una cosa sola: perchè non compaiono le firme?
A prestissimo e buon week end a tutti. Andrea B
sabato 28 aprile 2007
Al Presidente
France - Nicholas tranquilizza il popolo francese. Per la camera con vista sull'Eliseo di Cecilia ballottaggio tra Arielle Domblase e Nicolas Hulot.
Si vocifera di una Segolene stizzita con François perchè non è stata avvisata.
Si vocifera di una Segolene stizzita con François perchè non è stata avvisata.
venerdì 27 aprile 2007
Al divo Giulio
Vorrei iniziare facendo un paio di premesse doverose. Questo blog è aperto a tutti e tutti hanno la piena libertà di fruirne, di rispondere e di criticare gli autori degli articoli. Detto questo mi farebbe piacere in quanto persona sensibile alla buona educazione ed al civico confronto che si evitasse di sbeffeggiare gli autori quando non se ne condivide la posizione ma, piuttosto, ci si sforzasse di produrre critiche impersonali e produttive. Non siamo bambini all’asilo e non siamo più neanche al SID. Si suppone che le persone adulte, non solo dal punto di vista anagrafico, abbiano ormai superato la necessità di esternare le proprie idee con certi atteggiamenti che giudico fastidiosi e superflui ai fini della discussione.
Anyway..
Il Wi-Max è indubbiamente una tecnologia che avrà un impatto rilevante se si considera il relativo rapporto costi-ricavi. È una tecnologia che a fronte di un servizio esteso, la copertura garantita, sottintende una rete infrastrutturale contenuta, nei costi e nell’impatto ambientale. Si stima che 5 miliardi di euro basterebbero a garantire la totale copertura al nostro paese.
Queste sue caratteristiche ne fanno un’ottima risposta al cosiddetto digital-divide e soprattutto ne consentono l’applicazione a paesi le cui reti telematiche sono ancora in via di sviluppo. Probabilmente non costituirà la priorità in paesi segnati da problemi ben più basilari ma rappresenta una tecnologia effettivamente a disposizione che potrà essere utilizzata quando ce ne sarà la possibilità. Sempre meglio che essere condannati all’esclusione semi-perpetua dal mondo digitalizzato. Condivido poi l’osservazione di Silvia che ne prospetta una maggiore diffusione nei paesi diciamo del secondo mondo, per loro si prospetta la possibilità di saltare una fase intermedia e di pensare direttamente al wi-max senza passare per la rete telefonica. Probabilmente non sarà il Wi-Max a produrre una nuova rivoluzione industriale e non creerà milioni di posti di lavoro, ma forse qualche migliaio sì, e consentirà l’accesso a quantità massicce di quella che è la base del vero potere, la conoscenza.
Roberto
Anyway..
Il Wi-Max è indubbiamente una tecnologia che avrà un impatto rilevante se si considera il relativo rapporto costi-ricavi. È una tecnologia che a fronte di un servizio esteso, la copertura garantita, sottintende una rete infrastrutturale contenuta, nei costi e nell’impatto ambientale. Si stima che 5 miliardi di euro basterebbero a garantire la totale copertura al nostro paese.
Queste sue caratteristiche ne fanno un’ottima risposta al cosiddetto digital-divide e soprattutto ne consentono l’applicazione a paesi le cui reti telematiche sono ancora in via di sviluppo. Probabilmente non costituirà la priorità in paesi segnati da problemi ben più basilari ma rappresenta una tecnologia effettivamente a disposizione che potrà essere utilizzata quando ce ne sarà la possibilità. Sempre meglio che essere condannati all’esclusione semi-perpetua dal mondo digitalizzato. Condivido poi l’osservazione di Silvia che ne prospetta una maggiore diffusione nei paesi diciamo del secondo mondo, per loro si prospetta la possibilità di saltare una fase intermedia e di pensare direttamente al wi-max senza passare per la rete telefonica. Probabilmente non sarà il Wi-Max a produrre una nuova rivoluzione industriale e non creerà milioni di posti di lavoro, ma forse qualche migliaio sì, e consentirà l’accesso a quantità massicce di quella che è la base del vero potere, la conoscenza.
Roberto
Al Presidente
Legge elettorale - Il Presidente della Repubblica dell'eleganza dott. Montezemolo mette tutti d'accordo : "anche chi avrà lo 0,11% di Fiat potrà sedersi in Parlamento".
Plausi da tutti i partiti politici : that's stylish.
Plausi da tutti i partiti politici : that's stylish.
giovedì 26 aprile 2007
Al Presidente
Valencia - Mascalzone Latino Team Capitalia ha annunciato al Tg5 che in caso di approdo alle semifinali ci saranno dei cambiamenti nell'equipaggio. Capo del sindacato sarà Cesarone Geronzi, skipper il Cav. e prodiere Massimino D'Alema cosi l'ambita Telecom Cup non potrà sfuggire.
Probabile l'ingaggio di Paolo Cento come grinder.
Probabile l'ingaggio di Paolo Cento come grinder.
mercoledì 25 aprile 2007
That's the future
WiMax è una vera e propria rivoluzione. L'acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access è una tecnologia che porterà la banda larga e le connessioni senza fili ovunque, perchè non ha bisogno di cavi. Questa nuova tecnologia è in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità per un raggio di 50 Km. con una connessione fino a 74 Mbit/s a prezzi decisamente bassi. Questo perchè non si appoggia al cosiddetto ultimo miglio (= il doppino di rame che collega la centrale telefonica agli immobili) ma viaggia su onde radio attraverso una rete di antenne. In Europa i Paesi che hanno già concesso le lincenze agli operatori per sviluppare il WiMax sono Germania e Francia, l'Inghilterra sarà pronta per il 2007 mentre Spagna e Grecia si stanno affacciando alla questione. In Italia siamo stranamente in ritardo. Il motivo è che il WiMax viaggia su frequenze che fino all'anno scorso erano di proprietà del Ministero della Difesa. A Dicembre infatti è stato raggiunto un accordo con il Ministero delle Telecomunicazioni e quest'ultimo entro il 2008 le metterà all'asta. La preoccupazione dei più riguardo al possibile passaggio di Telecom,e quindi della rete telefonica, a compagnie straniere diviene dunque quantomai infondata. Ragionando sul lungo periodo la telefonia fissa, che viaggia sui cavi, rimarrà utilizzabile per i prossimi 10 anni, in attesa di venire smantellata dalla nuove generazioni. Ma le potenzialità di questo sistema stanno soprattutto nel superamento del digital divide, il fossato tecnologico che divide Nord e Sud del mondo. Nei Paesi più arretrat, dove è improponibile arrivare con una rete di cavi, il WiMax è un'occasione straordinaria. In questi luoghi ci potremmo trovare innanzi ad uno slancio tecnologico fino ad ora inimmaginabile, che permetterebbe un boom e del mercato del lavoro e degli scambi commerciali. Senza dimenticare cultura ed istruzione. Una tale opportunità non può non avere una lobby che la contrasti. In questo caso è quella telefonica, formata da aziende che hanno investito miliardi di euro nella rete 3G e che ora si trovano spiazzate. Queste le parole di Padmasree Warrior, responsabile delle tecnologie Motorola: "Il WiMax offre a metà costo una velocità di trasmissione dati tre volte superiore agli attuali network su cui lavorano i cellulari".
Alma Mater
Ciao a tutti, dopo aver letto il post sulla Pagnini (simpatico), mi è balenata un'idea per la testa....... Non mi ritengo uno dei Pagniniani puri, anzi, penso che la sua presenza non mi abbia toccato molto nel corso degli studi (quindi non mi esprimo, ne con giudizi positivi ne negativi, riguardo la sua presidenza). Però riconosco che certe cose scritte sul post sono giuste e sicuramente è stata una sorta di incarnazione del nostro corso di laurea, nel bene e nel male.Propongo quindi l'elezione della Pagnini come Alma Mater del SID. Perchè non vi rendete operativi attraverso questa onlus (ma come ci si iscrive? l'idea della onlus è proprio buona, complimenti!)
Mamma per Sempre

Scrivo per assicurare tutti gli ex-studenti (Alumni) preoccupati sull'attuale presenza della Pagnini al SID. Ho controllato sul sito del corso. Ragazzi non temete, la Pagnini insegna ancora!!!Come già saprete non è più preside del Corso. Sia i fan che gli oppositori della lady dai capelli d'argento devono riconoscere che nessuno quanto lei ha segnato questo corso di laurea. Lei è la vera incarnazione del corso, creatrice, demiurgo e grande madre. Possiamo affermare che con il termine della sua presidenza si è conclusa l'era dorata ed è iniziata la Kali Yuga del SID (basti pensare che Fasana ha una sua specialistica, presagio biblico della degenerazione dei tempi e delle fine del SID).
Sicuramente il corso aveva i suoi difetti, mancava serietà ed organizzazione (gli ultimi tempi i piani di studio non avevano alcun senso). Molte volte gli esami comparivano magicamente sui registri e le lauree sotto il 110 e lode erano un'onta terribile. I militari in divisa diventavano magicamente dottori e tutti uscivano illusi da sogni di gloria.
Però lei, il citizen Kane del SID, aveva capito una cosa importantissima: per competere sul mercato del lavoro europeo e mondiale, quei voti altissimi, la velocità nel laurearsi e quei contatti (anche se pochi, ma meglio che niente) da sfruttare erano ossigeno puro. Alla fine parliamoci chiaro, i nostri "colleghi" nel mondo escono dalle università giovanissimi, con voti altissimi (basta vedere gli USA dove le A sono di rigore) e senza sapere nulla (non ci si aspetta quasi nulla da un bachelor). La Pagna alla fine ha deciso di anteporre il futuro degli studenti alla serietà e rigore dell'università e raggirare il sistema universitario (sbagliato, vizioso e anacronistico) per permetterci di avere una marcia in più nella nostra corsa verso il domani.
Di mamma ce n'è una sola e la Pagnini, dopo aver svezzato generazioni di studenti per 13 anni, rimarrà la mamma del SID per sempre.
martedì 24 aprile 2007
Al presidente
Caro presidente di A'H volevo segnalarti questa rivista online:
CaféBabel.com
http://www.cafebabel.com/it/default.asp
Sicuramente è un'idea scontata, però ha i meriti dell'uovo di Colombo.
Fra gli articoli, spesso di scarso interesse, si possono trovare delle chicche interessanti.
Piacevole il fatto della multilingua, delle redazioni sparse fra le città europee e la giovane età dei giornalisti.
Merita una visitina ogni tanto.
CaféBabel.com
http://www.cafebabel.com/it/default.asp
Sicuramente è un'idea scontata, però ha i meriti dell'uovo di Colombo.
Fra gli articoli, spesso di scarso interesse, si possono trovare delle chicche interessanti.
Piacevole il fatto della multilingua, delle redazioni sparse fra le città europee e la giovane età dei giornalisti.
Merita una visitina ogni tanto.
Al Presidente
Berkeley - dopo anni di studio un gruppo di ricercatori ha trovato una soluzione unica per i due principali problemi del gentil sesso : peso e gravidanze (entrambi indesiderati). Gli scienziati hanno capito che senza ovaie il corpo femminile perde almeno due Kg.
Un gruppo selezionatissimo di top model garantisce risultati immediati.
Un gruppo selezionatissimo di top model garantisce risultati immediati.
La nouvelle Paris
In Francia, mentre sui media si dibatte su Nicholas e Segolene, a prendere possesso della rete è Tariq Krim, inventore di Netvibes. Questo venticinquenne figlio di immigrati algerini ha creato uno dei siti di maggior successo del web 2.0, la nuova frontiera della rete. Grazie al fattore K., come è stato definito oltr'alpe, stanno cadendo le barriere che finora hanno reso il web un pò rigido. In sostanza Netvibes permette di re-mixare internet sulla base delle proprie esigenze. Ecco dunque una nuova avanguardia francese. L'idea di K. nasce dalla sua necessità di controllare gli svariati blog personali e dal desiderio di non dover ogni volta seguire la strada impostata dalla rete per farlo. Cosi all'inizio del 2005 utilizzò la tecnologia 2.0 per costruirsi una propria pagina personale attraverso cui controllarli tutti. Netvibes è quindi una homepage personalizzabile attraverso cui ognuno di noi può modellare il web intorno ai propri interessi ed alle proprie necessità. Quando i portali fallirono nel tentativo di catalizzare gli utenti per poi girarli sui siti di loro interesse, il risultato fu la nascita di Google. Adesso siamo allo step successivo: gli utenti si sono stancati di dover seguire il percorso prestabilito dal più grande portale del mondo, e si gettano a capofitto sul 2.0.
Guglielmo
Guglielmo
Telecom ed il nazionalismo europeo
Il caso Telecom ci da, per l'ennesima volta, la possibilità di constatare il ritardo e l'inadeguatezza con cui la politica affronta le sfide poste dall'economia di mercato. In un mondo in cui lo spostamento di capitali avviene facilmente ormai da decenni ed in cui anche le società più chiuse subiscono le conseguenze della globalizzazione, vediamo ogni Stato difendere in tutti i modi la proprietà delle aziende nazionali. Telecom, come Gaz de Suez, come Abn-Amro, sono tutti esempi di come il sistema politico di un Paese entri nel merito dell'economia per incentivare e talvolta sostenere gruppi nazionali affinchè si adoperino per tutelare la nazionalità delle società a rischio. In questo modo si alterano le logiche di mercato. Il problema della nazionalità, che è esploso in Europa, non può non essere direttamente rapportato agli investimenti stranieri nel vecchio continente. Di questi ultimi peraltro le nostre economie hanno disperato bisogno. Da un lato gli Stati fanno di tutto per incentivare le compagnie straniere ad investire nel loro mercato mentre da un altro ne vogliono, nel migliore delle ipotesi, indirizzare azioni e comportamenti. Per fortuna nessuno Stato europeo si è mai comportato come la Russia, dove per tornare ai vecchi fasti si è smantellata in modo brutale una compagnia privata, è stato fatto incarcerare dopo un processo sommario il proprietario e si sono mandati all'asta gli assets della compagnia. Ricomprati dalla medesima, diventata pubblica, con sostegno italiano. Non sono nemmeno tra coloro i quali prendono ad esempio gli U.S.A. come campioni dell'apertura di mercato: basti pensare al settore dell'automobile. Però è necessario ammettere che non si può più ragionare per logiche statali, soprattutto in una U.E. che ha scelto la via economica per integrarsi. Appare ormai necessario determinare regole standardizzate a livello europeo per favorire l'afflusso di capitali stranieri e quindi favorire una ripresa economica altrimenti sempre più flebile. Il passo decisivo è quello di legiferare non per occasioni, come spesso accade, ma sul comportamento tendenziale dell'economia. Legiferare non per casi ma secondo regole economiche che favoriscano la più libera e costruttiva competizione economica possibile.
Guglielmo
Guglielmo
Il caso Telecom
L’Italia si trova ancora una volta faccia a faccia con una crisi che investe un’azienda importantissima per l’economia italiana e per la stessa struttura dello stato quale agglomerato economico-politico e sociale. La rete dei ripetitori di cui telecom è proprietaria è stata giustamente definita il sistema nervoso del paese. È attraverso questa rete, che doveva essere scorporata da telecom al momento della sua privatizzazione, che viaggiano ogni giorno e ogni ora i messaggi degli italiani, le loro parole, i loro comandi e le loro richieste. Per non parlare dell’accesso a internet sempre garantito dalla rete. I messaggi in questione non sono solo gli sms degli innamorati o le telefonate agli amici per incontrarsi al bar.
Milioni di informazioni sensibili riguardanti scelte economiche e politiche viaggiano ogni giorno sulla rete. Le interazioni tra le varie componenti dello stato viaggiano allo stesso modo. Addirittura gran parte delle comunicazioni interne alle forze armate utilizzano questo stesso canale. Un canale che dunque svolge una funzione preziosa e delicata, di grande responsabilità. È quindi evidente che sarebbe auspicabile che tale canale rimanesse in mani italiane, magari private, meglio pubbliche, ma sempre italiane. Poco importa se saranno i sudamericani di Télefonica o gli statunitensi di AT&T e vendere cellulari e tariffe telefoniche in Italia. Viva il mercato e viva la libera concorrenza. Ma, per cortesia, proteggiamo il nostro “canale”. L’integrità e la sicurezza del paese hanno poco a che vedere con la l’apertura o meno ai capitali stranieri.
Ah.. dimenticavo, grazie a chi ha gestito in modo a dir poco opinabile la privatizzazione di Telecom, grazie Romano, per fortuna che ci sei tu a salvare l’Italia!
Milioni di informazioni sensibili riguardanti scelte economiche e politiche viaggiano ogni giorno sulla rete. Le interazioni tra le varie componenti dello stato viaggiano allo stesso modo. Addirittura gran parte delle comunicazioni interne alle forze armate utilizzano questo stesso canale. Un canale che dunque svolge una funzione preziosa e delicata, di grande responsabilità. È quindi evidente che sarebbe auspicabile che tale canale rimanesse in mani italiane, magari private, meglio pubbliche, ma sempre italiane. Poco importa se saranno i sudamericani di Télefonica o gli statunitensi di AT&T e vendere cellulari e tariffe telefoniche in Italia. Viva il mercato e viva la libera concorrenza. Ma, per cortesia, proteggiamo il nostro “canale”. L’integrità e la sicurezza del paese hanno poco a che vedere con la l’apertura o meno ai capitali stranieri.
Ah.. dimenticavo, grazie a chi ha gestito in modo a dir poco opinabile la privatizzazione di Telecom, grazie Romano, per fortuna che ci sei tu a salvare l’Italia!
lunedì 23 aprile 2007
Sulla via del Partito Democratico
Primi forti segnali in direzione PD. Con i congressi DS e DL si è intrapresa la strada verso la nascita della nuova formazione poltica. L'obbiettivo non è il mero superamento dei due partiti che hanno fatto la storia della politica italiana (DC e PCI), bensi la loro fusione. Il nuovo soggetto, cosi come prefigurato, riunisce buona parte dell'elettorato di centro sinistra avvicinandolo a posizioni più moderate. All'interno dell'area progressista la prima conseguenza sarà quindi un avvicinamento verso il centro, che dovrebbe favorire l'ala riformista del nuovo partito. In questo modo il PD lascia ampi margini di manovra a sinistra. Qualora le sinistre si riunissero, potrebbero avere l'occasione di spostare verso di se l'asse dell'intero sistema politico italiano. Mentre in Francia assistiamo ad una deriva a destra dell'elettorato, su stessa ammissione di Sarkozy, in Italia sta avvenendo l'opposto. Alleanza NAzionale lavora per entrare nel PPE e di conseguenza sta tagliando i vecchi legami con le forze antisistema dell'estrema destra. A sinistra invece i rapporti con i movimenti non solo non vengono ripudiati, ma anzi sono ricercati. Cosi mentre i progressisti mirano ad una linea politica moderata la sinistra alternativa, libera da vincoli partitici, mira a coinvolgere i no-global. Il paradosso in cui rischia di cadare il PD fin dalla sua nascita è quello dei numeri : se non supererà la soglia del 35 % sarà in balia della sinistra alternativa nonostante gli sforzi per attirare l'elettorato moderato.
Guglielmo
Guglielmo
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politica italiana
domenica 22 aprile 2007
Politica Estera, quali saranno le linee francesi?
Quali saranno le nuove linee guida della politica estera francese? Nella tenzone elettorale le indicazioni sono state poche. Si nota una diffusa volontà di migliorare i rapporti atlantici. Sono stati sicuramente indicati buoni segnali per una ripresa del progetto costituzionale europeo. Sarkozy, Royal e Bayrou sono sostenitori dell'Unione Europea e delle federalizzazione di un certo numero di politiche. La Royale e Bayrou sono per un nuovo trattato, chiaro e semplice, sa sottoporre a nuovo referendum. Sarkozy propone invece l'approvazione parlamentare e un trattato più snello. Per quanto riguarda Le Pen, non rigettando l'idea di Europa, propone però un ridimensionamento dei poteri della Commissione a favore delle unità statali. Generalmente viene criticata la scarsa protezione tarriffaria contro il dumping dei paesi emergenti asiatici. Criticata anche la politica monetaria troppo legata alla lotta contro l'inflazione e poco alle necessità di crescita. Sull'entrata della Turchia in Europa, l'unica favorevole e la Royal. Per quanto riguarda l'immigrazione, troviamo un linea molto morbida della Royal che propone il diritto di cittadinanza dopo i dieci anni di residenza. Sarkozy e Bayrou si pongono come le due facce della stessa medaglia. Entrambi evidenziano la necessita di un ministero immigrazione e la costruzione di una nuova identità nazionale negli immigrati, nel caso di Sarkozy però la linea dura di chiusura contrasta con linea delle opportunità diffuse del candidato dell'UDF . Inutile sottolineare la linea durissima di Le Pen che propone un blocco dell'immigrazione e il divieto della doppia cittadinanza.
I grandi cambiamenti nella Sinistra
Margherita e DS: Partito Democratico, svolta storica, un atto di modernità e pragmatismo che segnerà il corso futuro della politica italiana. Una decisione importante, un nuovo rapporto con l'elettorato e con l'opposizione.
Rifondazione: Tette e Naso di Vladimir Luxuria .......
Rifondazione: Tette e Naso di Vladimir Luxuria .......
Il prof. Bazo non insegna più
Notizia veloce per i SID/ex-SID: il prof. Giorgio Bazo, colui che era riuscito a rendere l'Economia politica materia incomprensibile e far aumentare le quote degli iscritti alla specializzazione diplomatica, ha lasciato l'insegnamento. Un altro segno che i tempi stanno cambiando.
Prove di democrazia sull'Himalaia
Il piccolo regno del Buthan, a confine con India e Tibet ha indetto delle finte elezioni per imparare come si va a votare. Le vere elezioni si svolgeranno, per la prima volta nella sua storia, nel 2008. Per abituare i cittadini, che vivono in un regime di monarchia assoluta da più di un secolo, il re Jigme Singhye Wangchuck ha creato questa simulazione democratica, permettendo 400 mila aventi diritto al voto (popolazione di 700 mila) di recarsi alle urne e votare per 4 partiti inventati.
sabato 21 aprile 2007
Il compagno Don Camillo
Una notizia riguardante la nostra amata/odiata vecchia Gorizia. Dovete sapere che il 27 e 28 maggio si terranno le elezioni comunali.Chi si candida?
Gli aspiranti candidati dovrebbero essere nove. I più quotati dai sondaggi sono:
-Ettori Romoli, Dottore Commercialista, già consigliere regionale, deputato e senatore, candidato della Casa delle Libertà.
-Giulio Mosetti, Avvocato, canditato dell'Ulivo.
Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee................................
Sappiamo che la storia della politica italiana è stata sempre toccata da figure ecclesiastiche, per esempio: Don Luigi Sturzo (Partito Popolare Italiano), Don Gianni Baget Bozzo (Partito Socialista Italiano, Forza Italia), Don Vitaliano della Scala (il prete "no global").
Anche Gorizia quest'anno avrà il suo Don politico.
Don Andrea Bellavite, goriziano, è stato proposto da una parte della Sinistra locale (Rifondazione Comunista, forum per l'Unione e Progetto Gorizia, Verdi), come candidato Sindaco della città.
Don Andrea Bellavite, 48 anni , è conosciuto per il suo impegno nel seminario cittadino e come direttore del giornale diocesano "La Voce Isontina". Per la sua lotta contro i CPT e la sua apertura verso gli omosessuali.
Ovviamente il Vaticano non ha visto molto bene la cosa. Don Andrea ha deciso quindi di rinunciare alla toga e al potere spirituale per la poltrana di sindaco e il potere temporale.
Vedremo cosa combinerà il compagno Don Camillo.
Don Andrea Bellavite, goriziano, è stato proposto da una parte della Sinistra locale (Rifondazione Comunista, forum per l'Unione e Progetto Gorizia, Verdi), come candidato Sindaco della città.
Don Andrea Bellavite, 48 anni , è conosciuto per il suo impegno nel seminario cittadino e come direttore del giornale diocesano "La Voce Isontina". Per la sua lotta contro i CPT e la sua apertura verso gli omosessuali.
Ovviamente il Vaticano non ha visto molto bene la cosa. Don Andrea ha deciso quindi di rinunciare alla toga e al potere spirituale per la poltrana di sindaco e il potere temporale.
Vedremo cosa combinerà il compagno Don Camillo.
Ripartire
Benvenuti.
-Il blog sarà aperto a tutti (riceverete account e password via posta elettronica, ovviamente chi fa parte di atlas'heart o Alumni del Sid) e vuole proporsi come catalizzatore di idee, pensieri ed esperienze personali.
-Lo scopo è di risvegliare lo spirito che aveva fatto nascere l'idea della onlus: continuare a stare assieme e coltivare passioni comuni anche se lontani.
-Il blog sarà una nuova base di partenza per la onlus, un nuovo punto di incotro. Vi prego di essere seri e motivati.
-Il blog sarà aperto a tutti (riceverete account e password via posta elettronica, ovviamente chi fa parte di atlas'heart o Alumni del Sid) e vuole proporsi come catalizzatore di idee, pensieri ed esperienze personali.
-Lo scopo è di risvegliare lo spirito che aveva fatto nascere l'idea della onlus: continuare a stare assieme e coltivare passioni comuni anche se lontani.
-Il blog sarà una nuova base di partenza per la onlus, un nuovo punto di incotro. Vi prego di essere seri e motivati.
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